Ieri
Il Partito della Rifondazione Socialista fu costituito, per atto pubblico regolarmente depositato presso il Ministero dell'Interno, l'8 marzo 1996, quasi a rappresentare che sono le donne i soggetti capaci delle scelte più coraggiose.
Rifondazione Socialista nasceva certamente come reazione alla vicenda di Tangentopoli ed ai suoi sviluppi (politici, economici, e culturali) profondissimi, che sono sfociati nell'affossamento della 1ª Repubblica e nell'avvio della 2ª, quasi ad imitazione - se pur molto diversa - della vicenda francese, e conclusasi con l'avvento della Vª Repubblica.
Individuata Tangentopoli come un "colpo di Stato della borghesia industriale e finanziaria italiana " (golpe all'italiana) che ha imposto il passaggio da una economia politica Keynesiana guidata dal blocco politico dei socialisti e cattolici sociali, ad una liberista guidata dal blocco sociale del grande capitalismo in alleanza coatta con il movimento dei lavoratori; e pur percependola come una necessità storica (negativa) discendente dagli sviluppi della globalizzazione liberistica, Rifondazione ha cercato di elaborare una cultura che ne chiarisse l'origine, la portata e il senso, e ne delimitasse i devastanti effetti sulla Sovranità popolare.
Purtroppo, ad undici anni di sistanza gli esiti sono i più infausti: il Popolo Sovrano ha perso metà (almeno) del suo potere di acquisto, da cui deriva la sua esistenzialità attiva: Esso poi ha perso tutto il potere politico, poiché non sceglie più col suo voto nè partiti né uomini; ha perso ogni potere economico, visto che tutta l'economia è stata privatizzata e il ruolo dei lavoratori nell'azienda è ormai nullo; e infine si è altrettanto azzerato il potere di informazione considerato il ruolo dominante dei mezzi di informazione giornalistici e televisivi di proprietà privata.
Sui tre poteri della Costituzione materiale (politico, ecomonico e di informazione) il Popolo Sovrano è stato dunque sostanzialmente espropriato.
Ma soprattutto del corpo sociale del Popolo una componente da sola ha acquisito e gestisce tutta la rappresentanza politica; e cioè essa sola entra in Parlamento. E' il centro sociale e politico, cioè il ceto medio, guidato dai suoi intellettuali i Macchiavelli e i Guicciardini di un tempo, cioè i Giornalisti, ed egemonizzato - loro tramite - dalla grande industria e finanza (i poteri forti).
Ciò posto, abbiamo preso posizioni; elaborato analisi e proposte, favorito comunque la Sinistra, collocandoci tra il PdS e Rifondazione Comunista; e giudicando "da sinistra"; le scelte del PdS - DS e del suo satellite socialista, lo SDI.
Nelle elezioni abbiamo sempre favorito gli interlocutori socialisti collocati a sinistra.
Il risultato sommariamente raccolto, è esposto nell'archivio di questo sito.
Poi nello SDI (2003) abbiamo cercato di rivitalizzare l'orgoglio socialista, in corrispondenza con la maggior percezione di quale era realmente stata la portata politica del periodo '92-96. Ma la irresistibile tendenza al "cupio dissolvi" dei socialisti, e la loro subordinazione culturale (incredibile, per un partito che è stato il fulcro della elaborazione politica italiana per un intero secolo), ci ha obbligati a desistere.
Siamo quindi confluiti nei DS, portando lealmente il nostro contributo di idee, e poi votando per la mozione Mussi al Congresso. E però, quando questi ha deciso di uscire dai DS per fondare Sinistra Democratica, l'abbiamo ritenuto errore grave, per la battaglia più importante del momento, che è quello di salvaguardare la democrazia in questo passaggio storico-politico.