Domani

Il Novecento è stato il secolo della piena sovranità dello Stato Nazionale. Perciò ha potuto essere il secolo delle ideologie, teorizzate, in cui la instaurazione del socialismo per via rivoluzionaria (o insurrezionale) ha compiuto tutto il suo "ciclo marxista". E' sembrata affermarsi in Russia, in Cina ed altri paesi minori, ed è crollata con lo sviluppo del capitalismo nella forma del Mercato globale che - in assenza di uno Stato globale - ha assunto la forma della globalizzazione anarchica e dunque del Mercato capitalistico nella sua declinazione liberistica, in quanto basata sulla sola regola della competitività assoluta.

La globalizzazione cioè ha così sconfitto il comunismo, ma anche il Keynesismo, cioè la teoria dell'intervento dello Stato nell'economia con funzione non di sostituirlo o di dirigere il capitalismo, ma solo di riequilibrarlo o di riattivarlo, dopo le inevitabili cadute, legate al suo ciclo naturale.

Il secolo che scorre davanti a noi sembra dunque destinato ad essere un secolo pragmatico, a destinazione fissa (il Mercato capitalistico appunto), segnando così la "fine della storia".

O no?

Ecco infatti di nuovo quello sciagurato di Marx che rievoca una profezia "platonica" (da dialettica degli opposti): il socialismo verrà al seguito della massima espansione del capitalismo, come appunto è quella di oggi.

E poiché la via insurrezionale è definitivamente sconfitta, resta anche praticamente agibile solo quella democratica.

Ed a questa prospettiva si consegna l'azione dei socialisti moderni.

Quali i contenuti della via democratica? E del socialismo da costruire per via democratica?

1) Per la prima domanda il migliore riferimento è certamente la Costituzione italiana il testo più avanzato di tutto l'Occidente, nel contesto della legge elettorale della 1ª Repubblica, golpisticamente modificata con il referendum del 1993. Questo ha introdotto il sistema maggioritario. Ora la via referendaria; la valenza classista, e le forzature sul corpo elettorale ne fanno una legge para-fascista, dannosa per il Paese, e foriera solo di ulteriori degenerazioni - se possibile -, come si è visto, e che va combattuta.

2) Per la seconda, che nonostante gli enormi scontri e dibattiti del passato resta tuttora poco esplorata, ricordiamo la definizione di Riccardo Lombardi: socialista è quella società che permette a tutti di utilizzare al massimo livello le proprie capacità personali

Ora, con il dibattito che apriamo a partire da questo sito www.rifondazionesocialista.it, vorremo dare tutto il contributo possibile all'approfondimento di quelle ricerche, sapendo che tutti, in fondo, amano i principi di libertà e di giustizia sociale.