Sulla questione Alitalia

Proposta di azionariato popolare


A. Prospettive

1) In un mondo che si va acculturando con l'elevazione della istruzione di base, il turismo culturale si incrementerà enormemente;

2) L'Italia, paese con il maggior numero di Beni Culturali nel mondo, se ne avvantaggerà più di tutti, aggiungendolo al turismo per le bellezze naturali, in cui già primeggia;

3) Il trasporto aereo sarà a tal fine sempre più essenziale e importante, anche sotto il profilo del prestigio nazionale e della forza del logo "Italia";

4) L'Alitalia sarebbe dunque potenzialmente beneficiaria di un grandissimo sviluppo imprenditoriale. Non cogliere questa opportunità sarebbe come vendere gli Uffizi al Louvre perché li valorizzi meglio;


B. Situazione attuale

5) Lo Stato italiano comunque ad oggi non subisce perdite a causa della negatività della gestione economica dell'Alitalia. Infatti la spesa per la copertura del deficit è ampiamente compensata dagli introiti fiscali derivanti da ogni attività economica attivata dall'Alitalia stessa, ancorché in perdita (stipendi; investimenti; acquisti; vendita servizi ecc.) Tali introiti ovviamente non ci sarebbero più, in caso di cessione dell'Alitalia alla Francia, sia quanto all'utile di gestione eventuale, sia quanto al personale che sarebbe assunto in sostituzione di quello italiano (direttivo; progettuale; specializzato; addetto alla finanza ed al raccordo operativo ecc.);

6) Sarebbe assai più difficile raccordare la strategia per l'Alitalia con gli interventi strutturali o generali utili per accrescere la competitività globale del sistema produttivo italiano;

7) Non esiste alcuna ragione per cui l'Alitalia non possa adottare un piano industriale competitivo, ove ne sussista la volontà politica (così come hanno fatto - a suo tempo - la FIAT, l'Alfa Romeo, l'Alenia, ecc. ecc.);


C. Azionariato popolare

8) Applicando l'art. 47 Cost. si potrebbe raggiungere una gestione efficiente; non statalista ma collettiva e finanziariamente sana, con un risultato "nazionale", mediante l'istituto dell'Azionariato Popolare che, nel caso specifico, potrebbe essere articolato come segue:

a) Alitalia emette una quantità di azioni del costo di 1 Euro ciascuna, pari al numero dei contribuenti fiscali. (1 azione per ogni contribuente per circa 40.000.000 di azionisti)

b) Ad ogni contribuente viene addebitato di 1 Euro il suo conto e consegnata 1 azione

c) Alitalia deposita il capitale così ricavato presso il Tesoro, che lo remunera nel massimo consentito. Probabilmente il rendimento finanziario pareggerà ampiamente l'eventuale perdita di gestione aziendale annuale

d) I nuovi azionisti possono delegare: Sindacati; Enti locali; Associazioni ed altri soggetti opportunamente titolati, per la partecipazione alle Assemblee societarie, secondo le indicazioni date in proposito da ogni azionista sulla base di una legislazione che sarà deliberata ad hoc per la gestione delle assemblee dei soci in questa ipotesi

e) Per i cittadini che non hanno "conto fiscale" potrebbe essere aperto su base volontaria un conto finanziario con il Tesoro, con l'iniziale addebito del costo dell'azione (salvo pagamento immediato da parte dell'azionista). Il Tesoro manterrebbe il possesso e la gestione finanziaria di queste azioni, ovviamente separata e indipendente da quella dei nuovi azionisti "fiscali"

f) Alitalia attribuisce ad ogni azionista in quanto tale, uno sconto "X" su tutti i servizi ad essa richieste dall'azionista stesso (per viaggi ecc. ecc.)

g) L'occasione dell'azionariato popolare potrebbe essere estesa, con adeguata iniziativa e adattamento, al Popolo della "Seconda Italia": quel Popolo di discendenti degli antichi emigranti italiani e saldamente impiantati ormai in ogni parte del mondo, e che si calcola ascenda anch'esso a circa 60 milioni di persone. E ciò anche tenendo in conto che un rapporto più "sinergico" tra le due Italie sta diventando l'obbiettivo di fondo delle relative associazioni, come la FIEI ad es. superando la tradizionale impostazione etico-assistenziale.


D. Valutazioni finali

Alle considerazioni già fatto dalla "gente del Nord", si può aggiungere che "l'azionista popolare" così costituito svolgerebbe sicuramente un ruolo prezioso nell'imporre il necessario piano strategico di risanamento industriale al C.d.A. di Alitalia ed ai sindacati di categoria.

L'Italia non ha da temere dalla globalizzazione in corso; o nulla di più di quanto possano temere i suoi concorrenti.

Il suo primato morale (vedasi la questione della pena di morte) nonché la riconosciuta superiorità del Made in Italy in ogni sede, pone una sola questione all'Italia: il coraggio di decidere democraticamente e operativamente.

Questa necessità però comporta l'assoluta urgenza di eliminare la legge elettorale attuale, ipocrita e autoritaria, ripristinando il sistema ante 1993 (abolito con un referendum golpista) e che permetteva un'ampia partecipazione democratica, con la conseguente forte adesione, ed assunzione dei sacrifici necessari, da parte del Popolo Sovrano.


Torino, 28 dicembre 2007