Sul latino

L'on. Filippo Fiandrotti già proponente della mozione parlamentare che raccolse un'ampia sottoscrizione ed ebbe notevole eco, approva fortemente la decisione del Papato sulla messa in latino, sottolineando che si tratta di una decisione oggettivamente di sinistra.

Non per nulla i primi firmatari della mozione furono, dopo il proponente, Natta, Berlinguer, Pintor, Capanna, Bianco Gerardo.

La riproposizione del latino come possibile lingua universale risponde, in questi tempi di vastissime migrazioni, e di movimenti delle persone, ad una esigenza, che non è stata assolta, e non lo sarà, dall'inglese-americano, lanciato a suo tempo da potenze politiche allora egemoni (come a suo tempo l'Impero Romano) ma ora in declino e, in prospettiva, controbilanciate da lingue come il cinese, l'indiano, lo spagnolo. Il latino invece resta, nei linguaggi, come l'unificante "inconscio freudiano" che raccorda tutti gli uomini.

Di queste valenze politiche e conoscitive avevano piena coscienza i numerosissimi firmatari della mozione sul latino.

E perciò Rifondazione Socialista si farà promotrice di due iniziative "originali" in merito: la diffusione della traduzione in latino del documento per la formazione di un movimento "neo-keyn" (in contrapposizione ai neo-cons), e la sperimentazione del latino parlato nelle scuole materne.


Torino, 17 luglio 2007