Possibile socialismo

Egr. Direttore

Eh no!, questa volta non ci sto.

Non fosse che per rispetto dei compagni che con me hanno fondato Rifondazione Socialista nel 1996, nel pieno della bufera socialista e dopo il golpe di Tangentopoli (tra cui gli on. Marte Ferrari; Nicola Savino; D'Addario; Barra Michele; Menchinelli; Orlandi; Catanzariti; Carasol; ed altri ancora), devo rivendicare il nome del partito, regolarmente costituito, e registrato presso il Ministero degli Interni a Roma.

In dieci anni di dura militanza, volta a tracciare una analisi razionale ("lombardiana") di quanto era accaduto, e delle sue vere ragioni economiche e di potere politico, al di là delle fumisterie moralistiche e para-rivoluzionarie di quel periodo; ed accettando di essere esclusi - anche violentemente - da tutti gli assetti di potere, pur avendo dato un contributo pieno alle "guerre" del centro-sinistra, e dei socialisti in particolare, non possiamo accettare che il titolo di Rifondazione Socialista venga tranquillamente fatto proprio da una forza politica inserita fino a poco fa nel centro-destra, pur con tutto il rispetto e gli auspici per le conversioni di percorso.

Dico invece a Mussi che saremmo ben lieti che il nome di Rifondazione Socialista potesse contrassegnare una formazione autenticamente socialista, intesa a cogliere e promuovere le ragioni per cui la prospettiva del socialismo, se pure paradossalmente, non è mai stata tanto attuale come adesso, quando sembra al suo minimo storico. E ciò proprio perchè i processi di globalizzazione che hanno portato alla ormai effettiva realizzazione del Villaggio Globale, con il conseguente venir meno della contraddizione principale che lo ha impedito fino a determinare la stessa caduta del comunismo reale, e cioè "l'impossibilità di fare il socialismo in un Paese solo" (vedi lo scontro Trotzki/Stalin, e tutto il drammatico dibattito socialisti / socialdemocratici / comunisti).

La mia Rifondazione Socialista è "in sonno", in questo momento di grande riallocazione e ripensamento delle forze politiche. Ma è viva e si farà sentire. Ad esempio con la promozione del Gruppo dei Neo - Keynesiani (neo-Keyn), di cui allego il primo documento.

Con molta cordialità e grazie per la pubblicazione.


Torino, 9 ottobre 2006