Obama ed il vuoto politico mondiale

Obama vince le primarie e Hillary lo appoggerà.

Forse si apre una nuova strategia degli U.S.A. per la guida del mondo, non basata solo sul predominio militare (con le relative guerre più o meno mondiali, quali quelle del Golfo, della Jugoslavia, dell'Afghanistan, della Somalia, dell'Iraq e ora forse dell'Iran, per ottenere il controllo o l'appropriazione diretta delle fonti energetiche) e sul predominio finanziario (ora precipitato con la crisi dei mutui subprime), ma su una strategia di attenzione e di guida per i paesi più arretrati.

Forse i Neo-Cons stanno per cedere il passo ai Neo-Keyns?

Intanto, però, la Russia si ripresenta come protagonista mondiale e la Cina utilizza al meglio, verso l'Africa, l'Europa e l'Asia, le enormi riserve accumulate, imponendosi anch'essa quale protagonista mondiale.

L'Europa "sente" la crisi da globalizzazione, e i vari Stati si orientano con difficoltà tra una strategia di dura competitività di ciascuno verso tutti e quella di un più stretto raccordo continentale.

Intanto gli inevitabili fenomeni connessi a questa "globalizzazione anarchico-liberista" (G.A.L.) puntualmente si verificano: delocalizzazioni, disoccupazione, povertà, precarietà, lotta tra i soci, caccia alle minoranze; restrizioni della democrazia a favore di forme più efficientistiche (l'Italia, ad esempio, è ancora una democrazia o è una "dittatura-oligarchico" vellutata?).

Le Istituzioni Internazionali quali la FAO si dileguano a fronte dell'immensità del problema della fame; l'ambiente rischia sempre di più, a fronte delle esigenze efficientistiche; i prezzi dei beni primari esplodono.

Dove siamo dunque?

Siamo ad una soluzione assai simile a quella intercorsa tra le due guerre mondiali, e seguita alla "globalizzazione breve" ad egemonia inglese (1870-1914).

Si dovrà ripetere il tragico copione di allora?

Coloro che hanno ragione, cuore e orgoglio di uomini, non possono accettare l'imbarbarimento manifestato dalla caccia agli immigrati, alle prostitute, ai disabili non efficienti, ai poveri.

Devono accettare la sfida contro i reazionari, più o meno coscienti dei rischi delle loro politiche.

Umanesimo contro Inselvatichimento (socialismo o barbarie?): questa è la sfida di un tempo, e di oggi.

Occorre risolverla facendo si che la Ragione egemonizzi la storia, offrendo la soluzione rispetto alla deriva meccanicistica della globalizzazione anarchica liberistica.

Il problema di oggi è uno solo: il vuoto politico a livello mondiale.

E' la soluzione offerta dalla Storia è una sola: la costituzione di un potere politico a livello mondiale, condiviso, e protagonista di un forte interventismo pubblico che compensi il crollo dei consumi privati, riattivando e riequilibrando l'economia terremotata dalla globalizzazione con una politica neo-keynesiana.

A chi affidare il compito, nella rissa da competizione degli Stati Nazionali attuali, competizione che li rende tutti impotenti a scegliere tra Neo-cons o ai Neo-Keyns?

Forse all'Internazionale Socialista? (segue)


Torino, 9 Giugno 2008