Obama e Sarkozy
Potrebbe sembrare almeno "anomalo" che il leader democratico Obama sia stato ricevuto con entusiasmo dal leader Sarkozy, conservatore (ma lo è anche la Merkel).
Bisogna però ricordare che Sarkozy è soprattutto il Presidente di turno della U.E.; e che la visita va vista nel contesto dei possibili rapporti futuri tra USA ed U.E. stessa.
Ora il problema fondamentale è la crisi economica generale di questo Mercato Globale (prezzi, mutui subprime, ambiente, immigrazione ecc...).
Questa crisi è intrinseca al sistema liberistico, e finirà - come avvenne nei casi precedenti - in una guerra generale dei soggetti presenti nel Mercato: le Guerre Mondiali lo ricordano.
Ora la guerra è il modo di risolvere il problema della competizione eliminando l'avversario economico, distruggendone l'economia (che poi sarà ricostruita all'insegna di una sorta di keynesismo di guerra, o criminale).
L'ipotesi di Sarkozy, resa manifesta dalla conferenza mediterranea recentemente da lui organizzata, potrebbe sfociare nella scelta di un keynesismo pacifico o legalitario, costituito cioè su un fortissimo investimento globale sull'Africa, inizialmente forse in perdita per i soggetti del Mercato, ma alla lunga non solo riattivatore del sistema capitalistico, ma anche profittevole.
Ecco dunque l'importanza dell'incontro con Obama, poiché questi potrebbe essere l'interlocutore giusto, mentre non lo era il Bush di guerra, e probabilmente non lo sarebbe il McCain, soldato conservatore.
L'alleanza strategica U.E./Usa, basata su una politica generale di W.S., già sperimentata positivamente, potrebbe essere dunque il fondamento di un nuovo Governo mondiale.
Torino, 29 luglio 2007
Filippo Fiandrotti