Lettera aperta al Ministro degli Interni
On. Roberto Maroni

Caro Maroni,

io Ti conosco. So che sei un uomo buono e ragionevole. Anche perché (e non tutti lo sanno) eri (sei?) socialista.

Perciò Ti scrivo, altrimenti non ne varrebbe la pena.

Intanto Tu sai come sono i Socialisti: buoni a niente ma capaci di tutto (si diceva).

Vedi il Craxi: si è fatto accoppare come un poveretto da quel collotorto di Di Pietro; ma poi si è vendicato mettendo oggi tutti suoi uomini - o quasi - alle più alte cariche di Governo.

Poi, sulle impronte ai bimbi rom (che a me sono carissimi proprio perché poverissimi ed in fondo alla scala sociale), io sono certo che le Tue Intenzioni sono buone, ma ci sono due cose che devi avere presente.

La prima è che noi stiamo vivendo oggettivamente una fase del tutto analoga a quella degli anni '20 (allora fu l'epilogo della c.d. globalizzazione lunga (1870-1914) ad egemonia inglese); oggi all'epilogo della globalizzazione breve ad egemonia americana.

Ora ciò che conta sono le spinte oggettive che influiscono sui comportamenti umani, e non le buone intenzioni. I tedeschi non erano cattivi o sadici: perché allora finì con Hitler?

In secondo luogo, che non Ti passi per la testa di salvare i bambini accattoni separandoli dai loro genitori.

Solo salvando anche i loro genitori li salverai, altrimenti il danno per loro sarebbe immenso.

Caro Roberto, le spinte spontanee del sistema produttivo capitalistico sono quelle di un sistema sostanzialmente stupido, come confessa indirettamente Adam Smith, affidandosi alla metafora della mano invisibile del Mercato (!), e come teorizza Tremonti.

Oggi Tu sei al Governo nel momento più delicato dall'Anno Mille in qua. Tieniti attaccato forte al tronco, che è il sentimento cristiano e socialista dei rapporti umani e non lo spirito di ordine e di privilegio.

Stavolta vorrei una Tua risposta. Ce la farai?

Con molti (fraterni?) saluti


Torino, 10 luglio 2008

Filippo Fiandrotti