La questione democratica oggi
Braccata dalla globalizzazione, e dalla sua logica di competitività assoluta, la democrazia è arretrata ovunque e, nella UE, specialmente da noi.
L'Italia segna un nuovo primato: il passaggio indolore e festaiolo dalla democrazia più avanzata del mondo (sociale, partitica e proporzionalistica) ad una ristrettissima oligarchia; da avanguardia del modello europeo, alla più fedele ricopiatura del modello americano.
Ed in questa impresa bisogna riconoscere il ruolo di protagonista antiveggente (e non contrastata), della Grande borghesia industriale e finanziaria, i c.d Poteri forti (il nuovo Principe e i suoi intellettuali: i giornalisti).
E valga il vero.
La democrazia, come potere del Popolo Sovrano, non esiste quasi più. Infatti il suo Potere di acquisto (che dà le basi materiali per poter partecipare alla democrazia in modo efficace) è più che dimezzato dopo la fine della 1ª Repubblica.
Dei tre poteri della Costituzione materiale di cui il Popolo è titolare, il Potere politico è azzerato (il Popolo non sceglie più né partiti né uomini); il Potere economico del Popolo, dopo le privatizzazioni, è quasi nullo; il Potere di informazione (mass-media ecc. in mano al Popolo) è puramente simbolico.
Ora poi il partito, unico strumento del Popolo, sta per essere reso "liquido" (partito senza tessere ecc), cioè "liquidato". Il Popolo è inerme; il cittadino è immensamente solo.
Bisogna riconoscere che il Potere si è mosso come un Machiavelli: non solo con guanto di velluto e pugno di ferro, ma entusiasmando con le sue teorizzazioni. E così, dopo l'elogio della deideologizzazione (anni '70, dopo il definitivo approdo anti-rivoluzionario del PCI) è passato alle richieste di efficientismo e di decisionismo, interpretato da Craxi con la proposta della Grande Riforma, oggi acquisita da quasi tutto lo schieramento politico. E infine la cultura "riformista" è oggi totalmente incorporata all'accettazione del pensiero liberista.
E dopo la riduzione di ruolo e di rispettabilità dei partiti con il "Golpe all'italiana" del '92-96, oggi si va verso la liquidazione definitiva della forma-partito, (unica grande conquista del Novecento e vero motore del Welfare State) sostituita dal leaderismo assoluto all'americana.
Che fare? (segue)
Torino, 29 ottobre 2007