E adesso?

L'altro giorno, incontrando De Gaulle, questi mi ha detto: "L'Italie àn est à la troisìème Rèpublique".

L'attuale crisi di Governo rende evidente che il sistema elettorale del '93 e quello del 2006 hanno fallito, e che sarebbe quindi normale "ritornare allo Statuto", cioè alla Costituzione, incentrata sul proporzionale puro.

Oggi comunque l'Italia ha un solo problema: riconquistare, e mantenere, una competitività di sistema nel Mercato globalizzato, e specialmente del "segmento europeo".

Per conseguirlo l'alleanza sociale più propria, nel contesto liberistico del Mercato globale, è quella tra ceto medio e ceto industriale competitivo, con l'appoggio -contrattato di volta in volta in base all'entità delle svolte produttive - dei rappresentanti dei ceti popolari. E dunque l'alleanza tra il Centro politico in senso lato (ex DC) e Sinistra riformista, con l'appoggio esperno della galassia "bertinottiana".

La precipitazione potrebbe trovarsi o in un Governo Veltroni-Casini con appoggio della Sinistra "secca"; o in un Governo di larghe intese, ultima occasione per Berlusconi .

In fondo, questo è il senso della teorizzazione di due mesi fa di Bertinotti sullo stato di salute del Governo Prodi; e della lunga discussione sul "modello tedesco".

Oppure un lungo caos, e la perdita della competitività italiana per sempre.


Torino, 25 gennaio 2008

Filippo Fiandrotti