Congresso del PSOE Luglio 2008
Filippo Fiandrotti scrive a Josè Luis Rodriguez Zapatero
Caro Zapatero,
mi corre l'obbligo morale di farti una critica sui tuoi due magnifici discorsi, che resteranno pur sempre un esempio di grande oratoria "confermatoria", sotto i profili della testimonianza della coerenza ideale e politica, e dell'engagement morale e sociale. Essi mi hanno anche colpito per la continua corrispondenza con lo stato d'animo dei compagni di questo magnifico PSOE del 2008.
E tuttavia manca, a mio modestissimo parere, la preposizione ad essi della questione chiave dell'oggi: quale è il Soggetto che ci permetterebbe di prendere per i capelli il crescente Irrazionalismo? E cosa dovrà fare questo Soggetto? Quale sarà "l'oscuro oggetto del desiderio politico" del XXI secolo?
Perché questo è il problema: noi viviamo nella "globalizzazione anarchica" che segue alla globalizzazione ad egemonia americana (1980-2000), ora crollata sia sotto il profilo militare (guerra in Iraq), che sotto quello finanziario (mutui subprime).
Noi siamo oggi nel 1929; e forse anche peggio. Perché in allora gli Stati Nazionali avevano ancora un pieno potere, mentre oggi sono fortemente vincolati dal contesto internazionale. Si è così aperto un vuoto politico mondiale, in analogia con quel vuoto politico nazionale che - in Italia - a causa del mancato accordo dei socialisti di Turati con i liberali di Giolitti, aprì la strada a Mussolini, coautore della guerra civile spagnola.
In questi nuovi "Anni Trenta" perfino il discorso di Papa Benedetto XVI assomiglia stranamente a quello di Pio XII sull'inutile strage della Guerra Mondiale incombente. Non riuscì egli allora ad evitarla; lo potrà fare il G. 8 di oggi?
Questa è la questione. E allora, se è inderogabile dire, come Tu hai fatto nei tuoi discorsi, "no pasaran", ricordando i diritti economici, sociali, politici e civili, la questione resta en el medio de la plaza: come fare perché non succeda come nel 1939, quando "han pasado"?
Nella storia del capitalismo industriale un solo ciclo economico, quello keynesiano (1950-1980), sviluppatosi con la progressiva e volontaria adesione degli Stati Nazionali alla politica del Welfare State, e non per imposizione di una potenza egemone, si è risolto con maggiore e generale benessere, senza sfociare in una guerra distruttiva a livello mondiale.
Ma una politica keynesiana presuppone uno Stato Sovrano, che può guidare il suo capitalismo. Ebbene dove è ora questo Stato, nella globalizzazione anarchica in corso? Dove è l'Imperatore (romano, inglese, americano)?
Questo era il sottofondo reale del 37Congreso.
Anche perché il PSOE è oggi forse l'unico Partito Socialista che, per consenso e per struttura, può parlare a voce alta all'Internazionale Socialista, ma anche a tutti i democratici, anche se conservatori, per evitare il precipizio incombente; l'inutile strage dei livelli di vita raggiunti dagli uomini di oggi.
Sentendo fortemente così, a completamento del documento che Ti ho dato venerdì, mi permetto di consegnarti questa nuova "responsabilità storica", in analogia a quanto avvenne, per gli spagnoli, nel 1936-1939.
Con un abrazo fraternal muy, muy fuerte
Filippo Fiandrotti
"cofundador" del PSOE
Madrid, 7 Luglio 2008