Caro Franzo,
per continuare la nostra chiacchierata, comincerei come gli antichi, ma premettendo quella parte di farsa che essi aggiungevano invece in coda a ogni rappresentazione, anche tragica ("ogni tragedia finisce in farsa"),
In principio.
Di cosa stiamo parlando ormai da un bèl po'? Di questa crisi economica mondiale, di gravità inusitata. Ebbene, quale ne è la causa prima? Essa sta nell'abbandono del latino da parte dei moderni!
Certo te la starai ridendo in questo momento; eppure è vero.
E' infatti da lì che origina in essi l'incapacità di capire che il termine CAPITALISMO non indica un sistema di produzione basato sul possesso di un capitale, come generalmente si crede, ma di un sistema che si fonda sulla produzione e titolarità del prodotto "PER CAPITA", e dunque non più comunionistico, come era sempre avvenuto prima, nelle società primitive.
Ne consegue che non è stato agevole il rendersi conto che, introducendo lo scambio dei beni prodotti e detenuti individualmente, con i relativi derivati della moneta ( di scambio);del valore;dell'utile e della perdita ecc. ecc.,ne sia derivata una logica di competitività sempre più accesa, e tendenzialmente estesa fino alla distruzione-eliminazione del concorrente stesso. E cioè che si instaurava "il Mercato", la cui logica più intima è quella del DOTTOR JEKYLL, tendente a succhiarsi (tutto) il sangue del competitore.
Naturalmente diventa chiaro a tutti che l'estensione di questa logica creerebbe l'invivibilità della società stessa,e cioè la sua autodistruzione. Ed ecco dunque sorgere e prevalere in essa lo spirito del DOTTOR HYDE: la competizione va bene, ma entro limiti e regole che permettano il "sano" sviluppo della società, pur basata sulla competizione più accanita.
Ecco dunque che Mercato e Società; Economia e Legge; Jekyll e Hyde non possono sopravvivere l'un senza l'altro; e che dunque ogni esperienza o tentativo di loro contrapposizione estrema e di vittoria totale dell'uno o dell'altro, rappresenta un tragico errore, tentando di sdoppiare una personalità che è intrinsecamente unitaria. Né l'economia (libera) può reggere nell'assenza della statualità; né questa con la sopraffazione sulla prima.
Ecco perché il vuoto di potere; l'assenza o la difficoltà della governabilità; e in definitiva l'anarchia è la peggior condizione sociale e storica per la politica./p>
Infatti ogni competitore per vincere la sua battaglia deve:o produrre un prodotto che sia comunque prescelto per la sua qualità; o produrlo ad un prezzo più conveniente degli altri.
Per ottenere questo prezzo deve comprimere il più possibile il costo dei fattori di produzione(materie prime;denaro o finanza; tecnologia;lavoro ; fiscalità). Ma poiché il costo dei primi tre è determinato a livello internazionale (Borse ; imitazioni ecc.), e la riduzione della fiscalità comporta una complicata e lunga partita politica di classe e ideologica, di fatto il vero fattore su cui l'imprenditore può giocare la sua partita alla riduzione, è il fattore LAVORO.
Di qui quel complesso di misure di precarizzazione; di delocalizzazione; di delegittimazione (fino a costruire una immigrazione non protetta, ai limiti del caporalato, ed anche peggio), che ben conosciamo.
E così il costo del lavoro del lavoro diminuisce ma, al tempo stesso, ed ovviamente, diminuisce anche la capacità di consumo del LAVORATORE che, guarda caso, è anche il CONSUMATORE.
Passata la fase in cui la società tenta di rimediare alla conseguente e inevitabile caduta dei consumi, drogandoli variamente (carte di credito; mutui subprime ecc.) si giunge alla fase del vero e proprio crollo dei consumi.
Ubi consistimus
Ora appunto questa è la condizione che stiamo vivendo. L'economia è globalizzata,e si stanno sviluppando i fenomeni di competizione ecc. che abbiamo ricordato; ma non esiste un potere statuale, o comunque di governo, corrispondente. E' dunque una situazione anarchica, e del tutto simile a quella del 1929 ed a quel crollo dei consumi che ne seguì, insieme a tante tragedie; a tante impotenze; ed a tante infamie della cui ripetizione, essendosi verificate condizioni strutturalmente analoghe ,già abbiamo visto i primi vistosi inizi (code dei disoccupati; scontri sociali;attacco ai più deboli e meno tutelati come rom; invalidi; anziani,ecc.) . In allora,alla caduta del potere globale esercitato dall'Impero inglese (1875-1910 circa), corrispose il precipizio del mondo verso il caos di ben due guerre mondiali per l'accaparramento dei consumi più estesi possibili (colonie; occupazioni, ecc.).
E ora,alla crisi del 2009 seguita al venir meno dell'egemonia imperiale degli U.S.A. nel 1990 circa, non dovrebbe ineluttabilmente seguire lo scatenamento della lotta tra i soci, e quindi la Terza Guerra Mondiale?( e probabilmente assisteremmo così di nuovo alla applicazione di una sorta di "Keynesismo criminale", con l'escavazione di una enorme buca con la guerra, e la sua ricopertura con la ricostruzione post-bellica!).
Ricordato dunque che la causa del dissesto non è la globalizzazione in se stessa, ma l'assenza di statualità corrispondente ,si pone allora un solo problema politico ed economico insieme: quello della ricostituzione del SOGGETTO capace di governare l'OGGETTO, cioè la società globale, impedendo l'anarchia effettiva.
QUOMODO?
Come fare? E chi lo potrebbe fare, posto che nessun soggetto oggi sembra in grado di imporsi da Imperatore , come a suo tempo l'Inghilterra o gli U.S.A., e che le alleanze ad hoc (G.8; G.20; G.2, ecc) manifestano insuperabili limiti?
Si potrebbero dare alcune soluzioni forse,sempre riprendendo il nostro latino:
a) Soluzione CONCLAVE. Ispirandosi alla grande saggezza della Chiesa cattolica che riesce a superare i grandi dissensi tra le numerose comunità cattoliche radunandole in un conclave, e lì tenendole sotto chiave fino a quando l'IMPERATORE-PAPA non sia stato eletto,si potrebbe teorizzare così per l'O.N.U., adattandone spontaneamente pesi;procedure epoteri;
b) Soluzione CONVERGENZE PARALLELE, di Morotea memoria,applicando una progressiva convergenza dal basso della politica di rilancio dei consumi , come a suo tempo si fece con le politiche del W.S., in tutto l'Occidente industrializzato, e quale motore egemone di tutto il mondo, se pur solo di fatto.E, per esempio, si potrebbe cominciare con una politica concordata per lo sviluppo dell'Africa, vista come la "Grande buca del mondo," alla cui soluzione-copertura , keynesianamente, tutti quei popoli sviluppati si potrebbero applicare, invece di indirizzarsi di nuovo ad una durissima competizione tra di loro.
c) Soluzione AUTOINVESTITURA (stile C.L.N.?),con i protagonisti sociali, politici ed economici, a livello globale,(OO.SS;Confindustrie ;Internazionali partitiche,ecc) che iniziano congiuntamente e spontaneamente l'elaborazione di un Progetto comune globale di politica economica.
QUID?
Per fare quale politica si dovrebbe costituire questo nuovo Imperatore?
Ovviamente per rilanciare , o meglio per ricostruire,i consumi crollati.E quindi, pur con tutti i suoi difetti, per ricostruire il meccanismo di prima del crollo. Ma questo meccanismo era essenzialmente costituito da un certo esercito di lavoratori dotati di un certo potere di acquisto, che sono stati entrambi distrutti dalle politiche di attacco al fattore lavoro. E allora come agire per ricostruire la sicurezza del lavoro e quella di un certo livello di remunerazione stabile nel tempo, a garanzia soprattutto,si dovrebbe dire, dei produttori dei beni da consumare? E cioè, come garantire non tanto la competitività dei beni, per costo di produzione o per qualità di prodotto, ma soprattutto il costituirsi di nuove filiere di lavoro, in sostituzione di quelle andate oerdute con il crollo?
A questo punto occorre premetter due ipotesi teoriche:
A) In un sistema chiuso, che non abbia scambi e competitività con altri,nulla si perde e può essere riutilizzato all'infinito,poiché infinito è il lavoro che lo può riprodurre.
E soprattutto i l denaro che venisse messo in moto dallo Stato per attivare i consumi, tornerebbe-attraverso il sistema fiscale, allo Stato stesso, in una sorta di "partita di giro", cosicchè non esiste il pericolo della diminuzione di quel denaro e cioè del suo consumo od esaurimento, con tutti i rischi e danni connessi a questi eventi.
Se dunque lo Stato crea un posto di lavoro, ed il denaro impiegato non esce dal sistema, non ci sarà impoverimento- e dunque diminuzione di competitività dello Stato stesso-, poiché l'attivazione della forza lavoro che altrimenti sarebbe stata ferma compenserà ( anzi moltiplicherà,in un termine dato, quale ad esempio l'anno di esercizio), il valore suscitato da quella quantità iniziale di denaro, aumentando il P.I.L. di quello Stato. Il problema è dunque quello di "come chiudere il sistema", facendo sì che il denaro utilizzato vi resti o vi rientri.
B) Ogni lavoro vale quanto un altro (l'avvocato quanto l'operaio,e così via), tanto che il P.I.L. si calcola sulla quantità dello stipendio percepito. Dunque si potrebbero, occupando tutta la popolazione, creare illimitate quantità di posti di lavoro , sia in attività già esistenti, sia in attività nuove, e le più disparate, ritenute utili o attivabili dallo Stato, attraverso del credito appositamente creato, invece di attendere che i privati inventino, e poi organizzino il lavoro, pagando il relativo compenso sulla base dei loro attivi o risparmi.
Ne consegue che "chiudendo il sistema", ad es. con una moneta non scambiabile, con la quale lo stato crea il "posto di lavoro, e la relativa remunerazione , istituendo un reddito di cittadinanza (rdc) per tutti i cittadini e tale che possano almeno affrontare i consumi normali e facilmente satisfattibili con la produzione interna, lasciando alla libera contrattazione di prima quello che non è ricompreso in questi concetti o possibilità, potrebbe diventare attivabile tutta la popolazione ,spettando allo stato soltanto di diventare un buon Stato Progettuale, capace di inventare lavori sufficienti per occupare tutti, e ciascuno nel ruolo e nel modo piu redditizio se vuole ricevere il reddito di cittadinanza.
L'incremento del PIL sarebbe enorme, e la ricerca di esprimere la migliore qualità nello svolgimento del proprio lavoro sarebbe massima. Non vi dovrebbero essere rischi di inflazione né di impoverimento di fuoriuscita di capitali verso l'estero.
A ben vedere, si tratterebbe in sostanza di uscire sa "quella società stupida" di cui parla Musil, che si è via via organizzata in modo da vivere nel modo piu tragico, o difficile quello che potrebbe vivere in modo sereno, o almeno facile (se si fosse studiato di più il latino!).
QUOAD?
Naturalmente siamo cosi appena agli inizi. Anche dopo il "29" vi fu un forte intervento di Mr. Hyde, cosi come ora, per salvare il sistema bancario e produttivo. Ma poi, con un Hoover riconvertito ( come la Merkel oggi?) alla logica del "ora vediamo come mi salvo io; e poi gli altri mi imiteranno, cominciò la politica del rigore, ossia la politica dei tagli; della concentrazione sui bisogni primari ( o a favore dei più forti?); delle "dure necessità" e via discorrendo(ma tutte concludenti,paradossalmente e assurdamente, con la ulteriore riduzione del lavoro, e quindi dei consumi), fino a creare le condizioni di lotta sociale che portarono alle guerre, interne ed esterne, di quei tempi.
E finiremo così anche noi, nonostante le lezioni di Roosvelt e di Keynes, e soprattutto degli esiti del Welfare State, che ha dato al mondo, a imprese e lavoratori, l'esperienza di maggiore ed equilibrato sviluppo mai conosciuto nella storia?
E però, cosi considerando, siamo di nuovo ritornati agli inizi, e cioè "al che fare dunque".
Come combattere la fallimentare politica del rigore, che ancora una volta, come avvenne ai tempi di Hoover, rischia solo di rendere più determinata la ricaduta competitivistica (o Jekilliano - Hitleriana)?
HIC ET NUNC
Oggi dunque, in piena globalizzazione anarchica, e senza la prospettiva di un "Papa", si pongono di per sé, in successione, i seguenti problemi od opzioni per l'Italia così come per ogni sistema politico esistente:
A) Vincere nella competizione, a livello di sistema nazionale complessivo raggiungendo e magari superando il massimo competitor (che oggi sembra essere la Germania,giusto come negli anni Trenta!),per qualità e costo del prodotto ,attraverso il perfezionamento dei sistemi della ricerca; della innovazione; della distribuzione;della finanza ; della P.A.; della Giustizia in specifico ecc.
Sembreremmo così all'inizio di una fase di Mercato, come tante ce ne sono state nella storia, nell'Impero come nei piccoli Regni. E dunque con una avvertenza: nel Mercato globale il competitor del soggetto economico italiano capofila nel suo settore (ad esempio la FIAT nel settore auto), è quello straniero, e più d tutti ,quello più forte. Ne consegue che le componenti del competitor italiano (lavoratori-azionisti-finanza-tecnici-cliente ecc.) devono innanzitutto realizzare la massima efficienza unitaria e complessiva del soggetto stesso (FIAT); altrimenti non potrebbero competere sul mercato globale. E' banale (direbbe Marchionne?) ma spiega quanto la globalizzazione sistematizzi diversamente i comportamenti più consolidati nei sistemi chiusi nazionali (vedi nel caso FIAT ad esempio l'intervento dello Stato in materia di fisco, procedure, interventi statali di sostegno finanziario,come quello della Serbia; logiche di sindacato; degli azionisti, etc.)
B) Adottare una forma di autarchia finanziaria al livello del reddito di cittadinanza, che instauri la "partita di giro", senza mettere in discussione l'apertura al mercato globale su tutto il restante reddito (produzione-consumi-finanza-etc.)
C) Adottare una globalizzazione con "compensazione" internazionale per l'equilibrio finanziario, o con una clausola di intervento obbligatorio per il G 20 (o per l'ONU tutta) in caso di dèfault accertato di una economia.
D)Come trovare il risparmio o finanziamento necessario per l'attivazione delle nuove filiere di lavoro al fine di ottenere la piena occupazione in relazione alla adozione generale del reddito di cittadinanza? Potrebbero perfino valere le raccomandazioni di Soros (stampa di carta moneta in corrispondenza alla produzione garantita).
E) Come favorire l'immigrazione specifica e preventivabile a fronte dei fenomeni suddetti? In realtà con il R.D.C. (Reddito di Cittadinanza), il problema non dovrebbe porsi, o essere assumibile attraverso gli altri punti (immigrazione garantita; fondo internazionale di compensazione) considerato che siamo all'interno di una globalizzazione totale e non reversibile, per la prima volta nella storia, e quindi un sistema unico e chiuso.
Caro Franzo: come possiamo dunque attivarci per nominare il nuovo Imperatore per conseguire la Pace e la felicità universale, assecondando Kant?
E come posiamo concorrere alla conquista del primato italiano , senza compromettere l'obiettivo precedente?
In attesa che finisca questa "tremenda nottata" dell'umanità,farei ancora due accenni di proposta politica:
1) Sostituire l'odissea interna delle trasmigrazioni a causa di sfratti , o di spoliazioni immobiliari, con l'istituzione della figura dello Stato quale sostituto automatico nei contratti sotto esecuzione;
2)sostituire una cauzione variamente garantita,in sostituzione della farneticante regolamentazione amministrativa dell'immigrazione. E per ora basta.
Spero di sentirti presto come d'accordo nonostante questa chiacchierata (un po' stravagante?), ma fatta solo per superare la "società stupida" di Musil.
Torino, 20 febbraio 2011
Filippo Fiandrotti