Caro Bersani e... dintorni
Adesso basta. Come socialista dico basta. Come ex Prima Repubblica dico basta. Come uomo di sinistra dico basta. Come inventore di Berlusconi dico ancora basta. E anche come autore dello slogan "è tempo di C.L.N." (chiedere ad Airaudo).
Cosa vogliono un operaio; un democratico; un progressista ed un riformista oggi?
1) Individuare bene cause, contenuti e conseguenze della fase attuale, caratterizzata dalla globalizzazione e dalla crisi di fondo del meccanismo capitalistico.
2) Accertare se sia vero che la causa della crisi è una sola: la pluridecennale e progressivamente accentuata riduzione della remunerazione del fattore "lavoro", a seguito della competitività globale, con la inevitabile riduzione della capacità di spesa, ed alla fine con il crollo dei consumi, come già nel '29.
3) Accettare che la scelta inderogabile da perseguire anzitutto è la ricostituzione del potere di acquisto , e di consumo, dei lavoratori-consumatori. E dunque superare definitivamente il precariato; il lavoro in nero, et similia.
4) Convenire che questo è il vero terreno di confronto per le riforme.
5) Per le cosiddette riforme costituzionali, dichiariamo per bene che, dopo questi anni di Seconda Repubblica, questo dovrebbe essere il tempo delle riforme "ri-costituzionali" o - della "controriforma" -, che ricostituisca la pienezza della democrazia, così come scritta nella nostra Costituzione post-Liberazione.
6) E da questa partenza affrontiamo la questione del rapporto tra gli schieramenti.
Caro Bersani (e dintornisti),
ti saluto (e ti assolvo completamente dalla inesistente sconfitta), e attendo risposta.
Torino, 3 aprile 2010
Filippo Fiandrotti